lunedì 5 agosto 2013

Le 10 mode (tamarre) che PURTROPPO mi hanno avuto


Avete presente quando ripensate alla vostra infanzia e vi viene quel sorrisetto malinconico, del tipo "che bello, vorrei tornare bambino"? Ecco, se questa sensazione, per qualche strana ragione, dovesse darvi fastidio, ci penso io a farvela passare! 
Ho deciso di rispondere a un TAG di Cimdrp, ripreso poi da Barbie Xanax.
Credo che avrei dovuto rispondere con un video, ma siccome non so parlare da solo di fronte a una webcam (e in realtà non so parlare proprio, ho la capacità di dire cagate e mangiarmi le parole anche quando pronuncio frasi base aventi solamente un soggetto, il predicato e l'oggetto) ho preferito utilizzare il mezzo che mi riesce meglio. E quindi ecco un altro articolo su questo blog! BOOM BOOM, che originalità!!! 
Il tag riguarda le 10 mode che purtroppo mi hanno avuto, ovvero tutte quelle tendenze di cui sono stato vittima durante il periodo della mia infanzia e della mia preadolescenza, quelle cose dal sapore super trash anni 90 / inizio 2000 che ora ci appaiono finalmente per ciò che erano: delle tamarraggini da paura
Preparatevi, perché se avete più o meno tra i 18 e i 27 anni sarete sicuramente colpevoli anche voi della maggior parte dei delitti che sto per ammettere nelle prossime righe. Dite addio alla malinconia e date il benvenuto alla vergogna!
Iniziamo subito.

#1 I CD TAROCCHI VENDUTI DAL SENEGALESE AL MARE O FUORI DAL CENTRO COMMERCIALE

Allora, io davvero non so cosa mi spingesse ogni volta a comprare per pochi euro i dischi pirata. Non so nemmeno se dovrei scriverlo così, con una nonchalance degna di James Bond mentre salta da un camion all'altro, visto che era leggermente illegale. Tant'è... se qualcuno porterà come prova questo articolo negherò tutto appellandomi alla licenza poetica. Funziona così, vero?
Ad ogni modo, quei cd erano una truzzata più unica che rara: la musica si sarebbe sentita meglio se fosse stata registrata dalla radio col mio registratore giocattolo, la copertina era stampata con un'affettatrice per i salumi, tanto che non riuscivo nemmeno a distinguere i volti dei componenti dei Cranberries sulla copia del mio "best of". E poi la ciliegina sulla torta: la scritta a caratteri cubitali FACSIMILE che rovinava qualsiasi tentativo di simulazione, già messo in difficoltà da tutti gli elementi citati prima.
Però a 10 anni con la mia collezione di facsimili e il mio walkman ero il più figo. Proprio così!

#2 HIT MANIA DANCE ESTATE E L'ALBUM DEL FESTIVAL BAR

Strettamente collegato al primo punto, perché se mi ero preso il cd dei Cranberries tarocco, figurati se mi prendevo originale questa cagata (in fondo da piccolo ero tamarro, ma non troppo).
Queste compilation che si ascoltavano d'estate erano atroci, ce le avevano tutti, ma proprio tutti, pure quelli che non ascoltavano mai la musica alla radio e che conoscevano solo i tre tormentoni del periodo. Ricordo ancora che trovavo ovunque la compilation blu e mai quella rossa, e che la maggior parte delle tracce erano il peggio della musica pop di allora. 
Ma se il cd del Festival Bar conservava quel pizzico di dignità che serve ad evitare un'esecuzione in piazza, Hit Mania Dance Estate no. Cazzo, ma come facevo ad ascoltare quella roba? Non capivo una cippa dei testi, il pezzo forte solitamente era un brano firmato da artisti del calibro di Dj Francesco e Gabry Ponte, oppure un pezzo di un "artista" sconosciuto che faceva successo per due mesi in Italia con brani come Pump it.
E poi c'erano gli Eiffel 65. Dio mio, devo aggiungere altro?
Il fondo l'ho toccato quando comprai la compilation di M2O. Quando inserii il cd nello stereo e constatai che avevo speso 9€ per ascoltare cover di cantanti sconosciuti fui molto vicino al pianto. Super trash.

#3 LE COVER PER IL NOKIA 3310, I LED CHE SI ILLUMINANO E ALTRE COSE CHE SI APPICCICANO

A 12 anni come fai a dimostrare la tua totale assenza di personalità se non hai un tribale schiaffato sulla cover posteriore del tuo Nokia 3310, o peggio ancora una bella foglia di Maria? 
Quel cellulare che io utilizzavo solo per giocare a Snake e per importunare le mie compagne di classe quando mi facevo la Summer Card (d'inverno no, piccoli braccini corti crescono) era l'espressione della crisi più buia del genere umano.
I miei accessori erano i seguenti: cover super tarocca (il senegalese al mare effettivamente è una costante nella mia infanzia, dovrei rifletterci su) che raffigurava un delfino (e non chiedetemi perché), sticker di un tribale poco sotto le pinne, e poi il peggio, l'apoteosi della tragedia: il led che si illuminava quando il telefono squillava.
A distanza di 10 anni ancora ci penso e non riesco a trovare una spiegazione razionale. A che cazzo servivano? E chi diavolo ha avuto la brillante idea di fabbricare coccinelle da attaccare su quei barattoli?! Fortunatamente sparirono presto dalla circolazione, non sono riuscito a beccarne nemmeno un esempio su google immagini. Erano la quintessenza del superfluo, un nuovo livello di energia astrale e trash convertito in materia e riconvertito in spazzatura.

#4 LE GOMME DA MASTICARE CON LE FIGURINE DEL GRANDE FRATELLO

Anche in questo caso parliamo di bassezze talmente estreme da essere sparite completamente dalla memoria collettiva (ovvero, vi sfido a trovare un'immagine che le rappresenti su google).
La prassi era questa: la mattina mia madre mi dava mille lire per il panino, io andavo in negozio, qualche soldino mi avanzava sempre (inserire qui discorso su quanto si stava meglio prima dell'euro, guerra civile etc), e allora che facevo io? Risparmiavo il resto per comprarmi poi qualcosa di sfizioso? Ma manco per il cazzo, e così mi compravo le "cingomme" (come le chiamiamo noi in Sardegna) con le figurine dei concorrenti del "Gieffe". Capito, no? Oggi le fanno su Papa Francesco, prima invece c'erano le figurine per qualsiasi cosa, e te le vendevano insieme alle gomme da masticare.
La confezione per me era igienicamente riprovevole, c'era la gomma avvolta intorno a un sottilissimo strato di carta, a sua volta avvolta intorno alla figurina. Il massimo insomma.
Tenetevi forte, perché ho un reperto originale: la fortuna vuole che io le avessi attaccate su un vecchio frigo e che siano ancora lì, scolorite, strappate ma pur sempre super kitch!
Che poi io il Grande Fratello manco potevo guardarlo, "perché dicevano le parolacce". Però le gomme tossiche erano buone.

#5 LE SUONERIE DA COMPORRE PER IL NOKIA 3310

Se nel cortile della scuola non potevi esibire la sigla dei Simpson fuoriuscire magicamente dal tuo telefono, ciccio eri decisamente sfigato. 
Ricordo che c'erano degli articoli sulle riviste con tutti i codici per comporre le suonerie delle canzoni del momento, e se non sbaglio c'erano interi siti internet e applicazioni java per Windows 98 dedicate al fantastico mondo delle melodie componibili. 
I codici erano qualcosa di atroce, non si capiva una mazza, dovevi seguire le istruzioni chirurgicamente e se calcavi anche una sola volta il numero sbagliato era la fine, ottenevi una versione di Jingle Bells con una nota a caso o con una pausa di 20 minuti. 
Certo, sicuramente erano tempi migliori rispetto all'avvento delle suonerie polifoniche, degli mp3 e degli abbonamenti che ti prosciugano il credito, però eravamo pur sempre dei truzzi!

#6 LA CRESTA 

Lo vedete il bambino qui a sinistra? E' o non è troppo figo?Ovviamente non lo è, e nemmeno io lo ero quando avevo la sua età.
Immaginate una classe intera di bambini di 9 anni che avevano tutti questa pettinatura, i capelli secchi e cromati dai litri e litri di gel versato la mattina su quelle testoline innocenti.
Tanto per peggiorare ancora di più la mia situazione, ci tengo a precisare che a me la cresta nemmeno veniva bene, visto che sin da piccolo i miei capelli erano uno schifo, totalmente indomabili ed impettinabili. 


#7 GUARDARE E RIGUARDARE SCARY MOVIE E RIPETERNE LE BATTUTE SENZA CAPIRNE IL REALE SIGNIFICATO

Immaginate una mandria di undicenni (che ancora non avevano ben capito come funzionasse il loro apparato riproduttore) ridere senza cogliere il senso generale della trama di quello schifo di Scary Movie. Si vedeva un pene minuscolo? Risata! Allusione al sesso? Risata! L'assassino che si faceva una canna? Risata! Sapevamo cos'era una canna? No. Risata!
Tutti in classe l'avevamo visto, ma proprio tutti, compreso io che ero il più secchione. Rivedendolo a sedici anni capii perché dovetti guardarlo di nascosto.

#8 GLI SCOUBIDOU E ALTRI BRACCIALETTI FAI DA TE

Confesso che la prima volta che una mia compagna di classe parlò di "scubidù" pensai subito al cagnolino che dimostrava che i fantasmi non esistono ma che gli esseri umani sono molto peggio e che non bisogna mai fidarsi di nessuno (chi non ha provato almeno una volta a tirare la faccia della maestra per dimostrare che si trattava di un impostore? Nessuno? Ah, ok...)
Ad ogni modo, alle medie tutti, ma proprio tutti, si dilettavano a creare degli scoubidou, e pure quelli più pigri (come me) se li facevano fare, ma dovevano comunque possederne uno. Il massimo poi era legarne uno al proprio cellulare. Così sì che diventavi una vera icona di stile. (combo #3 + #8, fuck yeah!)
Poi c'era stato il periodo dei braccialetti portafortuna multicolor che non dovevi mai staccarti altrimenti ti cadeva sopra la sfiga (venduti sempre dallo stesso senegalese al mare), anche quello grande must degli anni 2000. La cosa agghiacciante è che c'è chi a 20 anni li porta ancora.

#9 I POKEMON

Dai 6 agli 8 anni (prima che mi convertissi ai Digimon), i Pokemon ebbero letteralmente la mia anima e quella di tutti i miei compagni di scuola. I pomeriggi erano scanditi dalle varie mezzore di pubblicità trasmesse da Italia 1, e dai pochi minuti di cartone animato pieno di evoluzioni stracazzute in cui quegli animaletti facevano di tutto. Ma non perdermi una sola puntata non era abbastanza. Dovevo avere tutto dei Pokemon. Tutto.
Album di figurine, poster, diario e astuccio. Ma la cosa più bella, la figata più più più erano le sfere pokè originali! Ebbene sì, le avevo comprate tutte, mi era capitato pure un pezzo rarissimo che solo io avevo, in cui c'era il pokemon cattivo di cui non ricordo il nome, tanto che addirittura i miei amici credevano fosse tarocca perché era impossibile che ce l'avessi. Mi sentivo troppo figo.
Certo, poi giocarci era un problema, non facevo altro che lanciare quelle cazzo di sfere per terra, si aprivano e il pokemon rimaneva lì fermo, e a quel punto non sapevo che fare. Nemmeno ci provavo a urlare dei comandi, anche per un bambino di quell'età la cosa cominciava ad essere ridicola. 
E comunque ammettetelo, anche voi ripetevate a memoria l'entrata del Team Rocket!

#10 I TATUAGGI CON L'HENNE'

E indovinate chi li faceva? Sarà stato mica il senegalese al mare?
Ricordo che un'estate tutti rischiarono l'infezione pur di riprodurre lo stesso tribale che avevano sulla cover del proprio nokia sulla schiena o sotto l'ombelico. 
Ovviamente non me lo fecero fare, ma io non mi arresi mica tanto facilmente. Andai pieno di ispirazione in edicola, sfogliai tra le riviste e mi si illuminarono gli occhi: un giornalino pieno di tatuaggi temporanei da applicare semplicemente bagnandoli! E così a 12 anni mi godetti un simbolo strano sulla mano, lo strafottuto tribale tanto agognato sul polso, e altri teschietti a caso un po' qui e un po' lì.
Che soddisfazioni.

Il video di Cimdrp 

Il video di Barbie Xanax

E naturalmente se vi va rispondete con le vostre 10, 5 o 30 mode, quelle che volete insomma! Potete lasciare un commento qui sul blog, sulla pagina facebook, sul vostro blog o potete caricare un video su Youtube. Io mi sono sputtanato abbastanza, voi ne avete il coraggio?

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