mercoledì 25 settembre 2013

Laura Boldrini è una bacchettona e l'Italia non è sessista #sarcasmo


Ormai gli insulti alla presidente della camera Boldrini sono ciclici e puntuali. Ogni due o tre settimane la rete non può evitare di impazzire e di dedicare qualche uscita in caps lock nei suoi confronti. Diciamo che lei e Cécile Kyenge se la combattono.
Non commenterò l'ultima uscita tanto incriminata, quella degli stereotipi sul mondo femminile, per un semplice motivo: non c'è nulla da aggiungere e niente da argomentare. Il corpo della donna è mercificato e la figura femminile ricopre un ruolo passivo nella mente di molti, non è una novità e non è un mistero. E il modo in cui il messaggio lanciato dalla Boldrini è stato recepito lo conferma.



Mi vorrei concentrare un secondo su alcune reazioni, attingendo dai tweet più popolari. Il Giornale replica in questo modo:
Il che ci dà uno spunto di riflessione sulla famiglia. La famiglia non è l'unione di due persone che si amano, magari che crescono insieme dei figli, che lavorano nell'interesse di tutti i componenti, che assieme sono felici e si vogliono bene. Una definizione di questo tipo, simile a quella che può essere trovata su tutti i dizionari, non è abbastanza. I componenti hanno dei ruoli ben precisi, non determinati dalle proprie scelte ed esigenze personali, ma da modelli comportamentali retrogradi che, se messi in discussione, mandano tutto all'aria.
Se per la Boldrini non è normale che l'unica immagine della donna propinata dai media sia uno strascico di maschilismo anni '40, quello di una figura passiva che vede le sue uniche competenze nella propria casa, se per lei non è normale che mai si veda un papà ai fornelli, per Il Giornale è l'esatto opposto: mettere in discussione questo ruolo è grave, equivale a rovesciare il concetto di famiglia, il quale, a quanto pare, non prescinde minimamente da quello di patriarcato.

Passiamo ora un secondo ad un altro tipo di commenti frequenti: gli insulti.

La cosa interessante è questa: sfido chiunque (e ne sono sicuro, perché è sempre così) a rispondere ad uno di questi tweet spiegando come commenti del genere siano un tantino maschilisti. Riceverete risposte come:"Io non sono sessista", "io non sono maschilista" e "è lei che esagera".
Sull'esagerare vorrei tornarci dopo. Mi piacerebbe sapere perché, di grazia, se non si è ciò che si viene accusati di essere, si agisca come se lo si fosse. Un po' come quando non si è d'accordo con il ministro Kyenge e allora le si lanciano le banane, la si chiama "negra", "scimpanzé" eccetera. Se la sua colpa è essere nera, quella della Boldrini è di essere donna.
Se non si è d'accordo con qualcosa basta spiegare perché non si è d'accordo. E se proprio si ha voglia di insultare qualcuno, perché non dire semplicemente "stronzo", "coglione", "idiota", "testa di cazzo"? Perché si ha bisogno di utilizzare una certa dialettica per poi distaccarsene subito dopo? 


In molti hanno inteso questo: secondo la Boldrini, la mamma non deve servire la tavola, non deve cucinare, non deve fare le faccende e non può essere una casalinga. Chiederei a tutte queste persone di sottolinearmi quando e dove questo è stato detto.
La presidente della camera ha semplicemente contestato uno stereotipo di genere, quello della moglie-serva, quello del marito che non muove un dito, quello che ricorda tanto gli stessi spot e gli stessi packaging usati negli anni '50.


Non c'è niente di male a organizzarsi come si crede, una donna può essere libera di scegliere come strutturare la propria vita, e nessuno vuole ledere questo diritto in qualche modo. Non si è detto che una mamma che ama la propria famiglia e che gioisce nel preparare il pranzo al marito e ai figli sia una schiava, non si è detto che è solo compito dell'uomo dover fare queste cose, capovolgendo i luoghi comuni, non si è nemmeno detto che essere casalinga sia una scelta di vita errata. Ciò che si è contestato è un modello stereotipato fin troppo presente di cui non riusciamo a liberarci. Eppure tutti sembrano aver recepito un altro messaggio, tutti tendono a cercare il marcio, e senza nemmeno aver ascoltato le parole precise sono pronti a sputare sentenze. Perché?
Credo che basti questo per confermare che una mentalità sessista in Italia è fin troppo diffusa.
Il tutto credo si possa riassumere con un tweet, uno dei pochi che mi hanno fanno tirare un sospiro di sollievo:





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