venerdì 18 ottobre 2013

Ho giocato a Candy Crush Saga per vedere cosa si prova


Tentare di distogliere l'attenzione del cartolaio dallo schermo del suo PC per convincerlo a venderti qualche prodotto di cancelleria può implicare solo due possibilità:
1) Il cartolaio sta guardando un porno.
2) Il cartolaio sta giocando a Candy Crush.
Per mia fortuna a me è capitata la seconda, ma sentivo che non fosse così ovvio e ho preferito specificare.
Candy Crush è l'apocalisse. Il livello di dipendenza che crea non è nemmeno paragonabile a quello di Temple Run o di Ruzzle, pare che i Potenti, nascosti nella loro fortezza maledetta da cui prendono le redini dell'umanità, siano finalmente riusciti a creare l'applicazione capace di tenere incollato il nostro muso sul display del telefonino o del computer, così da poterci inviare messaggi subliminali a sfondo satanista e poter controllare le nostre menti. Perché lo fanno? Cosa vogliono ottenere? Cosa vogliono indurci a fare? E che cazzo ne so, è ciò che ho chiesto a tutti quelli che appoggiano le teorie del complotto senza mai ricevere una risposta esaustiva. 
Ad ogni modo, non potevo rimanere del tutto indifferente di fronte ad un fenomeno sociale come questo. Ho dei valori, porca miseria. Provate a entrare in una qualsiasi aula di un qualsiasi ateneo pochi minuti prima dell'inizio di una lezione, mentre tutti sono già seduti e aspettano l'arrivo del docente: 9 Iphone su 10 vedranno questo giochino maledetto proiettato sui loro schermi. Provate a spiare il telefono della signora anziana seduta vicina a voi nel bus: anche lei sta giocando a Candy Crush, e lo sta facendo anche la cassiera in negozio, per questo non vi risponde mentre chiedete se è possibile avere un'altra busta perché non vi va di mettere il bagnoschiuma assieme alla pancetta. 
Qualcuno deve fare qualcosa, e quel qualcuno sono io: ho deciso di provare a giocare a Candy Crush per capire come fa ad allontanare da noi tutte le persone a cui vogliamo bene, imprigionandole in quel vortice abominevole di caramelle e rumorini. 
Potrei non essere più lo stesso alla fine di questo pezzo. Se dovesse succedermi qualcosa, voglio essere ricordato come l'uomo che ha quasi salvato l'umanità dal controllo delle menti e dal Grande Fratello.


PRIMO APPROCCIO
Accedo direttamente da Facebook e leggo la descrizione del gioco.
Mischia e abbina le caramelle per ottenere effetti spettacolari nel gioco più dolce di Facebook! Da King.com, i creatori di Bubble Witch Saga. Gioca subito!
Il mio cervello è già iperstimolato da tutte quelle tonalità di rosa, fucsia, giallo pulcino e blu elettrico che dominano la pagina. Leggo che gli utenti sono oltre 100 milioni. Mi convinco sempre di più che sto facendo la cosa giusta, mi decido a cliccare su "Vai al gioco".


IL CARICAMENTO
Leggo una serie di verbi a caso che riguardano le caramelle mentre la barra di caricamento sale. Provo già un senso di instabilità generale e di inquietudine. 

IL PRIMO LIVELLO
Capisco che il gioco è un classico. Si tratta di spostare una delle figure nella tabella così da ottenere una serie composta da tre o più caramelle dello stesso tipo. I colori sono ancora tantissimi, un uomo dai capelli e barba rossastri mi dice cosa devo fare, ma lo fa col sorriso. Sento già di essere una pedina nel piano di controllo mentale dell'umanità. Finisco il livello dopo che il rosso mi lascia un pelo di autonomia facendomi spostare finalmente i disegnini che voglio io. Dei toni musicali simpatici stile circo invadono il mio campo uditivo ed una scritta mi comunica che sono fantastico. Questi bastardi stanno giocando sul mio egocentrismo. Maledetti. 


PRIMI RISULTATI
Scopro che 50 amici giocano a Candy Crush. Praticamente 1/5 dei miei contatti. Sono anche più bravo di uno di loro. Ciò crea false speranze in me, sul fatto che io possa essere qualcuno, sul fatto che io sia un po' speciale. In fondo sono appena arrivato, eppure sono già migliore di te, e tu lo sai!

UN MONDO PARALLELO
Apprendo di essere finito in una specie di gioco dell'oca perverso, un mondo parallelo chiamato "Caramellopoli" dove devo percorrere un sentiero che nessuno sa esattamente dove porti. Vengo catapultato qui nel giro di un secondo, il tempo di un clic, senza alcun preavviso. Il mio mondo vacilla, una valanga di domande comincia a tormentarmi: perché sono qui, cosa ci faccio, dove sono, chi sono? Nel farlo vedo il mio avatar camminare spedito verso il secondo livello.
Proprio quando sto per arrivare all'apice della disperazione il rosso compare di nuovo. Ora è gigante e non posso fuggirgli: mi comunica con una serie di giochi retorici accondiscendenti il mio destino. Devo passare al livello successivo, non ho altra scelta. 


UN COMPITO BEN PRECISO
Scopro che non è tutto oro quello che luccica. Ormai mi rendo conto di essere un burattino, mi hanno assegnato un compito e io non posso fare a meno di eseguirlo. Devo riuscire a fare 1900 punti in 15 mosse, vengo a conoscenza di nuove regole e ancora una volta il mio mondo viene privato di qualsiasi certezza. Sto sudando, ho paura di cosa possa accadere se non dovessi riuscire nell'impresa. Poi faccio la quindicesima mossa e... ho fatto 14.740 punti! Una bambina bionda che ricorda vagamente Bugs Bunny esulta e io sono salvo. Sono salito di ben 40 posizioni stavolta. 


Per ora sono salvo, ma chi può dire cosa potrà accadere d'ora in avanti? Una musichetta apparentemente rassicurante si lascia andare ad attimi di malinconia accompagnati dal suono di una campana. L'avventura continua.



CONFUSIONE
Non so dire esattamente quanto tempo sia passato. Sicuramente tanto, sono arrivato al livello 18. Guardo l'orologio, devo studiare, devo mangiare, devo lavarmi, devo uscire. Ho appena perso una partita e quella bambina continua a guardarmi con la faccia triste, mi sento in colpa a lasciarla lì, sola, delusa. 



Continuo a guardarla negli occhi, tocco il pad del mio portatile e avvicino il cursore al bottone "Riprova". Ed è allora che, con la coda dell'occhio, scorgo per un secondo la sua vera faccia, grottesca, mostruosa, cattiva. Un brivido mi attraversa la schiena; la bambina è il male, ormai sono già suo, farà di tutto perché io rimanga a giocare con lei, è un demone, una creatura meschina, orribile, subdola. Sgrano gli occhi ed emetto un urlo, mi allontano dallo schermo e fisso il suo volto ancora una volta. Quel ghigno malefico è sparito, ma io l'ho visto, c'era fino a pochi secondi prima, io non sono pazzo!
Spengo il computer e mi alzo dalla sedia, ma sento le ginocchia tremare, ho la nausea, il capogiro. Delle voci rimbombano nella mia testa, dicono:«Tasty» e poi «Sugar Crush», «Divine», «Sweet». Cado a terra, l'uomo gigante e rosso è in piedi di fronte a me. Prende il computer dalla mia scrivania, lo accende e lo poggia sul pavimento, proprio a fianco alla mia testa. 
Quella canzone. Quelle campane. 
Urlo di nuovo, ma so che nessuno potrà sentirmi. Non c'è una via d'uscita da Caramellopoli. Ormai il mio destino è segnato.




2 commenti:

  1. Ce l'hai fatta a smettere poi? :)

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    1. sì, per fortuna sono così incostante che nemmeno le droghe hanno effetto su di me XD

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