venerdì 11 luglio 2014

Sentinelle a Cagliari - l'omofobia è un'opinione?

foto via Casteddu Online
Il 9 luglio 2014 decine di persone si sono radunate al Bastione a Cagliari, hanno tirato fuori un libro e hanno iniziato a leggere in silenzio. «Una figata! direte voi, «magari la gente aprisse un libro più spesso». E invece no.
Come riporta infatti Casteddu Online quelle persone manifestavano in silenzio per la libertà di esprimere il proprio dissenso alle unioni gay.
Sarò sincero, prima d'ora mi era sfuggito chi fossero esattamente le Sentinelle In Piedi, avevo letto qualcosa di sfuggita sui giornali in occasione di altre manifestazioni, ma non ne sapevo molto. Così mi sono informato, e ho iniziato a seguire la loro pagina su Facebook. Fondamentalmente si tratta di una «rete apartitica e aconfessionale» che si batte per la libertà di opinione dei cittadini italiani, messa a durissima prova dal ddl Scalfarotto che, come è noto, condanna atti di omofobia e di istigazione all'intolleranza nei confronti della comunità LGBT. Il problema del decreto è che non è abbastanza chiaro cosa si intenda per "omofobia" e "intolleranza", e temono che «chiunque faccia rifermento ad un modello di famiglia fondato sull’unione tra un uomo ed una donna, o sia contrario all’adozione di bambini da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso, potrebbe essere denunciato e rischiare fino a un anno e sei mesi di carcere.»
Insomma, sembra che da un momento all'altro un'unità di swat possa irrompere nelle chiese o nella redazione di Famiglia Cristiana per arrestare tutti.
In risposta a questo concreto e sentito pericolo, piuttosto che proporre un testo più specifico che garantisca la giusta condanna agli atti di violenza e di discriminazione di matrice omofoba senza mettere in pericolo la liberà di espressione dei cittadini, le Sentinelle, sul modello dei Veilleurs debout francesi, si alzano sulle piazze italiane e leggono topolino un libro. 

Sentinelle anche a Milano, via Tempi.it
In realtà, informandosi un po' sul decreto in questione, e tenendo a mente che in Italia abbiamo una bellissima costituzione, pare di capire che nessuno verrà condannato a un anno e sei mesi di reclusione perché personalmente ritiene che la famiglia sia formata da un'unione eterosessuale. Si condannano atti di violenza, l'istigazione agli stessi, e le forme di discriminazione (per fugare ogni dubbio su cosa si intenda con questo termine è sufficiente consultare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, oppure un semplice dizionario).
Opinioni di un certo spessore rinvenute nella pagina FB del movimento.
Però mi sono posto una domanda. Queste persone hanno una paura matta di venire private della propria libertà individuale, ma non pensano mai a quella degli altri? Hanno paura che venga loro imposto il «pensiero dominante», ma non si chiedono se anche ciò a cui auspicano possa definirsi un'imposizione?
Un matrimonio tra due persone adulte e consenzienti, mentalmente sane e coscienti, è un fatto che riguarda quelle due persone e che non intacca in nessun modo la libertà altrui. E in effetti anche avere un proprio modello di famiglia e seguirlo non trascende la propria libertà individuale, si tratta semplicemente di un'opinione. Dire, per esempio:«Per me la famiglia è fatta dall'unione di un uomo e di una donna» è del tutto legittimo.
Dire invece:«Siccome per me la famiglia è fatta dall'unione di un uomo e di una donna, allora tutti devono pensarla come me e nessun uomo può sposare un altro uomo, nessuna donna può sposare un'altra donna, e questi non possono crescere un bambino nonostante tutti gli studi - e il buonsenso - confermino che il loro orientamento sessuale non gli impedisca affatto di farlo» non rientra più esattamente nel concetto di opinione, si avvicina piuttosto a quello di imposizione. Che è il contrario di libertà.
Sembra piuttosto semplice come ragionamento, supportato da concetti che si imparano durante l'ora di scienze sociali alle elementari.

Vista in questa prospettiva, pare che, allo stato di cose attuale, a subire ingiustizie e imposizioni da parte di un pensiero dominante siano i membri della comunità LGBT, non le Sentinelle. E non è esattamente una novità.

Ma in fondo c'è chi definisce il pride una pagliacciata.

Nessun commento:

Posta un commento