martedì 26 maggio 2015

Che cos'è l'ideologia gender?


Per rispondere brevemente alla domanda del titolo: niente. L'ideologia gender non è niente, perché non esiste. Esistono invece i così detti gender studies, ovvero gli studi di genere. E sì, la parola "genere" negli ultimi mesi non ha mutato di significato, vuol dire ancora ciò che tutti voi sapete. Ma andiamo con ordine.
Ogni qual volta ci si imbatte in qualche articolo o post su Facebook scritto dai membri di organizzazioni come Le Sentinelle in Piedi o i Pro Vita (o più spesso ancora, le pagine di trolling), ci si ritrova a leggere questa espressione. Sarebbe un fenomeno del tutto trascurabile, una fesseria che rimarrebbe nella bocca di pochi insomma, se non fosse che, purtroppo, "ideologia gender" e "teoria del gender" spesso appaiono anche su alcuni quotidiani locali. Complimenti ai giornalisti per la professionalità, va bene che scrivete di fretta, ma due minuti per verificare su wikipedia se ciò che state scrivendo sia una stupidaggine o meno proprio non ce li avete?
Si è ormai diffusa questa idea che nelle scuole si insegni che non ci sono differenze tra uomini e donne, che le maestre spingano i bambini a giocare con le bambole, che propongano la matematica anche alle bambine e che magari al posto di insegnare a memoria L'Infinito di Leopardi si sia passati a Tropicanal di Immanuel Casto. No, non è esattamente così (a parte per la matematica, fortunatamente).

#NOGENDER, ma anche #NOLAVASTOVIGLIE, #NOSEDIE, #NOPOLPETTE e #NO ad altre parole prese totalmente a caso dal dizionario a cui attribuiamo il significato di "Tutti gayi".

I gender studies sono semplicemente degli studi che indagano sul concetto di "genere", ovvero sull'identità di una persona in quanto uomo o donna, sull'insieme dei suoi tratti comportamentali e delle sue attitudini, un concetto che in sociologia si distingue da quello di "sesso", che riguarda invece la natura biologica della persona, maschile e femminile. E che la parola "sesso" e "genere" abbiano questi significati non è la novità dell'ultim'ora, nessun membro delle fantomatiche lobby gay o di quelle femministe si è messo a girare tutte le biblioteche del mondo per cambiare le definizioni su enciclopedie e dizionari.
Fondamentalmente quindi chi si occupa di gender studies indaga sui significati socio-culturali del genere, cerca di capire quanto la società influenzi i nostri comportamenti e ne studia le rappresentazioni e i prodotti culturali.
Ancora oggi non vi sono dati certi che ci spieghino in quale quantità il genere derivi dalla cultura e dai processi di socializzazione, e quanto invece vi sia da attribuire alla nostra biologia di maschi e femmine. Però è un dato di fatto che sì, in buona parte i nostri comportamenti, i nostri gusti e le nostre attitudini sono da ricercarsi in una matrice prettamente culturale, e chi si occupa di questi studi non fa altro che farsi i cazzi suoi partendo da questo presupposto.

Guardali, con quei libri di Satana! Chi ti dice che anche loro non stiano studiando IL GENDER!??

Su wikipedia la parola "ideologia" viene definita come "complesso di credenze, opinioni, rappresentazioni, valori che orientano un determinato gruppo sociale". Posto che qui non si parla di credenze, ma di ricerche che partono da presupposti scientifici, e che non è nemmeno possibile individuare un gruppo sociale ben preciso a cui attribuire questi concetti e "credenze", in quanto rientrano semplicemente nel complesso delle conoscenze scientifiche e accademiche, al pari di tutte le altre, capiamo bene come la parola "ideologia" sia sbagliata, fuorviante, un semplice disfemismo che ha il solo fine di screditare questi studi.

Ieri i Village People, oggi i Gender Studies, domani Satana!

Fondamentalmente a qualcuno non va bene che degli studi accademici e istituzionali ci dicano che non c'è nulla di malato nel non rispecchiarci per forza di cose negli stereotipi che la società propone, che l'identità di genere può non corrispondere al sesso biologico, che un bambino non si drogherà da grande e che non si darà alle messe sataniche perché un giorno gli va di giocare con una Barbie, e che magari una bambina che non prova interesse per i fornelli giocattolo e per i mini pony non è una strega. Il problema è che queste persone non capiscono di essere liberissime di pensare ciò che vogliono: siete dei maschietti e vi sentite in colpa ogni qual volta vi alzate alle due del mattino per vedere la replica di Sex and the Ciy? Quella volta in cui vi siete commossi guardando Tempesta D'Amore vi siete sentiti più contronatura di un viaggio in treno passato a sedere in senso inverso a quello di marcia? Oppure siete delle femminucce e soffrite nel profondo ogni qual volta guadagnate più soldi di vostro marito, o quando semplicemente uscite dalla cucina? Perfetto, sono affari vostri, è la vostra vita, la vostra identità, la vostra opinione e nessuno obbligherà voi e i vostri bambini a fare qualcosa che non vi sentite di fare o che vi fa star male! Nessuno riempirà di glitter i vostri armadi, né sostituirà le vostre tende del soggiorno con dei teli zebrati, né vi obbligherà a fremere per la prima stagione di Scream Queens o a piangere ascoltando l'ultimo singolo di Lady Gaga.
Detto questo, potreste evitare anche voi di imporre i vostri gusti e il vostro modo di vivere la vostra identità di genere al resto del mondo? Perché sia chiaro, nonostante non sia affatto un amante del genere (gioco di parole non voluto), tra i boa bianchi e i pantaloni di velluto da messa della domenica, preferisco di gran lunga i boa bianchi. Mettono in risalto i miei occhi chiari. *bling bling*

Date un ripassino al concetto di libertà individuale, cercate di capire chi vuole imporre cosa a chi, e prima di screditare uno studio accademico, leggetevela una cosettina, che male non vi fa.

P.S: per approfondire, arriva Santa Wikipedia:
 Gender Studies
E se non bastasse  Un articolo de "Il Post" che spiega la questione di meglio di me, senza le battute su Immanuel Casto e Sex and the City, e citando Judith Butler



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