giovedì 25 giugno 2015

Se per guadagnare due spicci vi serve il culo di Melissa Satta



Questo blog si chiama Popular Shit, ovvero "merda popolare". Si parla di gossip, di spettacolo, di roba pop, trash e bizzarra. Si parla di cose triviali, spesso prive di qualsivoglia spessore o profondità intellettuale, perché al sottoscritto piace un sacco parlare di argomenti leggeri, gli piace il mondo dello spettacolo, così come gli piace sviscerare i meccanismi dei mass-media. Insomma, nessuno qui si scandalizza perché una testata si dedica ai pettegolezzi.

Non ho poi alcun problema con la nudità, e nella fattispecie col nudo femminile; date uno sguardo agli articoli precedenti, parlo spesso e volentieri di popstar che, si sa, amano lasciare scoperti svariati centimetri di pelle nei loro video e nei loro concerti. E non penso ci sia nulla di male.
Parliamo del Corriere dello Sport, una giornale che ha un target per lo più maschile, e in cui è quindi prevedibile trovare negli articoli fuori tema foto o riferimenti a belle ragazze. E ancora, che male c'è? Nessuno. Il sesso bellissimo, W l'amore eccetera eccetera, va bene. Però quando mi ritrovo a vedere un "articolo" come questo un po' mi girano le palle

Sì, perché una cosa è proporre una foto di una bella ragazza che volutamente ha fatto un servizio fotografico provocante, una cosa è anche beccarla in spiaggia, farle una foto in costume e dire:"Beh, è veramente figa", tutta un'altra cosa è invece appostarsi ore e ore, aspettando di cogliere il microsecondo in cui il soggetto adotta la posa adatta e fotografarle il culo a 90, per poi sbatterlo su internet.

Come se tutto ciò non fosse già abbastanza degradante per chi si ritrova il sedere sulle bacheche di mezza Italia senza che nessuno le avesse chiesto nulla, hanno anche aggiunto una didascalia:"La showgirl Melissa Satta dà spettacolo in Sardegna con Kevin Prince Boateng". Dà spettacolo. Davvero carino il giochino di parole con cui ci si riferisce sia al fatto che ha un culo, e sia al fatto che stesse giocando a lanciarsi in acqua con Boateng. Seriamente, non potevate scrivere qualcos'altro? Ci siete mai andati al mare? Avete presente che tutti sono in costume da bagno, che tutti si tuffano e che tutti giocano in acqua? Siamo tutti lì a dare spettacolo? Non lo sapevo!

La sua di Ludovica Caramis, non quella degli altri. E soprattutto il suo culo.
Ma se al posto di Melissa Satta, in quella foto ci fosse stata una parente stretta del paparazzo, del caporedattore o del direttore del Corriere dello Sport, come la loro madre, moglie o sorella, l'avrebbero pubblicata? Oppure in quel caso ci si sarebbe accorti più facilmente di come sensualizzare l'immagine di qualcuno, senza il consenso di quest'ultimo, sia una mancanza di rispetto enorme? E sapete quale parolina esprime bene il concetto di "prendere un corpo e attribuirgli una carica sessuale, riducendo l'essenza di una persona meramente all'aspetto erotico, senza il suo consenso"? Sì amici, proprio quella che vi sta un sacco sul cazzo perché ve la tirano fuori sempre quelle cattivone delle femministe: oggettificazione!

Davvero, se per fare qualche visualizzazione in più così da tirare su due spicci vi serve del materiale hot, c'è pieno di servizi fotografici in cui Melissa Satta ha deliberatamente concesso pose sexy. Provate almeno ad acquistare quelle di foto la prossima volta. Perché, spero di essere stato chiaro, ma mi va di ribadirlo: qui la questione non è la nudità, non è la volgarità e non è il riferimento al sesso. Nessuno vuol fingere che l'appetito sessuale non esista. Il problema è il sentirsi legittimati a ritrarre il corpo altrui come meglio si crede, la convinzione che sia un diritto che spetta anche a terzi, quando invece il come proporre la propria immagine è una questione che riguarda solo chi quel corpo lo possiede, e nessun altro.

#PerNonDimenticare La shitstorm su Chi dopo questa foto di "Chi". La stampa italiana ha un problema.

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