sabato 3 ottobre 2015

Arriva Peeple, l'app per recensire le persone



Che figata trattare le persone come oggetti, vero? "Non proprio" dite voi? Beh, due tizie canadesi non la pensano così, e stanno infatti creando Peeple, un'app che ci permetterà di recensire la gente, proprio come si fa su Trip Advisor, solo che, piuttosto che valutare la pizza ai quattro formaggi arrivata fredda con la consegna a domicilio, valuteremo il conoscente che fa delle battute di merda che proprio non fanno ridere (due stelle su cinque per entrambi - **). Il progetto pare abbia già un valore di 7 milioni di dollari, e tutti non fanno che parlarne con toni piuttosto scandalizzati e preoccupati; devo dire che non faccio troppa fatica a capire perché.

Rispondo dopo ore (o giorni) su Whatsapp, quando mi ubriaco sono lagnoso e irritante, dico sempre:"Non ho studiato" ma poi prendo 30, e quando esco coi miei amici sono l'unico stronzo che insiste per sedersi fuori anche se ci sono 2 gradi perché deve fumare. No, dico, che razza di recensioni dovrebbero fare su di me le persone che mi conoscono? Ovvio che non voglio assolutamente comparire su una piattaforma del genere!

"Ma allora basta che non ti iscrivi", direte voi. E invece no, perché è sufficiente che qualcuno abbia un profilo Facebook e il tuo numero di telefono perché possa creare una scheda a tuo nome e dare la sua valutazione dal punto di vista affettivo o professionale. Insomma, non se ne esce, volenti o nolenti se quest'applicazione avrà successo tutti noi ci ritroveremo con un profilo, un voto medio, e una serie di recensioni.

Solo Paris Hilton può giudicarmi.
Prima domanda: perché si chiama Peeple? Solo a me sembra che significhi:"Pisciare sulla gente"?
Seconda domanda: come si fa a recensire le persone? Cioè, io al limite ti so dire se il materasso dell'hotel era morbido, se la porzione di calamari era abbondante e se il rapporto qualità/prezzo era onesto. Ma in base a cosa dovrei recensire una persona? Ma soprattutto, ci rendiamo conto che stiamo per forza di cose paragonando una persona al materasso di un hotel? 

Ok, posso accettare di vivere in un mondo in cui una persona che vuole farsi un'idea su di me può scorrere i miei status e le mie foto su Facebook, ma posso accettare che chiunque lo desideri possa tranquillamente leggere le impressioni che gli altri hanno su di me? Ma, soprattutto, posso accettare di vivere in un mondo in cui i rapporti interpersonali possono raggiungere un tale livello di strumentalità? Perché va bene che ognuno ha il diritto di dare la propria valutazione sugli altri, e va bene che tutti giudichiamo tutti costantemente... ma non so, credo che non reagirei molto bene se messaggi privati su Facebook come:"Ciao, ho visto che su Peeple hai una media di 4,5 stelline e sei anche carino, ti va di uscire?" diventassero la norma.

Sì, l'affettività è fatta di scambi, dare e ricevere; alcune persone ci fanno stare bene, altre ci fanno stare male, e su tutte queste dinamiche non possiamo fare a meno di esprimere i nostri giudizi. Ma se la spontaneità che spinge queste dinamiche viene annullata, se lo scambio di affetto e amore che abbiamo con le persone viene in qualche modo paragonato allo scambio di denaro per bene di consumo o servizio, forse c'è qualcosa che non va. Non tutti gli affetti e gli amori sono incondizionati, va bene, ma la possibilità di vivere in un mondo in cui la gente cominci a delineare con cura certosina in uno spazio di 1000 battute quali siano queste condizioni mi spaventa. Forse ho una visione troppo romantica della vita?

Insomma, se provate a recensirmi io vi denuncio. A prescindere.

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