giovedì 10 dicembre 2015

Chi se ne frega se mio figlio avrà l'AIDS

Il comune di Treviso censura degli opuscoli contro l'AIDS. C'è un limite all'imbarazzo?


Illustrazione di Giovanni Pota

Guardate l'immagine qui sopra e rispondete a questa domanda: preferireste che vostro figlio adolescente veda un'illustrazione di questo tipo, o che rischi di contrarre l'HIV o qualsiasi altra malattia sessualmente trasmissibile perché disinformato sull'argomento? Penso che chiunque abbia un briciolo di buon senso propenda per la prima opzione. Eppure, nei fatti, le cose stanno diversamente.

I disegni che vedete in questa pagina appartengono a un'iniziativa anti-aids promossa dal coordinamento lgbt di Treviso, che non ha però ricevuto il patrocinio del comune, il qualche ha così optato per la censura della campagna premendo per la diffusione nelle scuole degli opuscoli senza immagini; non credo servano studi di comunicazione per capire che in questo modo si è annullata qualsiasi efficacia e possibilità che quelle parole vengano davvero lette da qualche giovane. Ed è soltanto una delle decine di storie simili che sistematicamente avvengono nelle città italiane.

Illustrazione di Sara Pavan
Ogni qual volta un'associazione LGBT propone una campagna tra i giovani per la sensibilizzazione in materia di HIV e MTS, o semplicemente ogni qual volta si parla di educazione sessuale nelle scuole, le reazioni sono sempre le stesse; indignazione, genitori preoccupati, sentimenti di repulsione di fronte a contenuti giudicati «osceni», mai nessuno però che proponga dei piani concreti perché i propri figli siano sufficientemente informati sui rischi del sesso, occasionale e non. Che l'imbarazzo sociale sul tema superi anche la paura di eventuali problemi di salute? 

Che poi, nemmeno stessimo parlando di pornografia o di immagini erotiche. «Il comune deve tener presente la sensibilità di ogni cittadino,» così si giustifica il vicesindaco; ma saranno davvero così sensibili i trevisani, tanto da non riuscire a sostenere l'imbarazzo di fronte a un disegno di due ragazzi che si baciano, o di fronte a quello di un profilattico? Immagino di sì, visto che siamo nel 2015, e nel 2015 è assurdo pensare che il riferimento alla sensibilità riguardi in qualche modo la presenza di coppie omosessuali nelle illustrazioni; perché l'omofobia ormai è superata, vero?

Illustrazione di Beatrice Bogoni

Cari genitori, che lo accettiate o meno, vostro figlio sedicenne ha degli impulsi sessuali, e prima o poi vorrà fare del sesso; cari genitori, vi dirò di più: anche se la possibilità che vostro figlio possa essere gay vi imbarazza, esiste, e forse è meglio che qualcuno gli spieghi come proteggersi durante i rapporti – di qualsiasi tipo essi siano – che rischiare di perderlo. Suona abbastanza preoccupante e truce la situazione detta così, vero? Il fatto è che lo è, aprite gli occhi.





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