mercoledì 2 dicembre 2015

Perché avete rotto i coglioni con le battute su Adele

Quando è uscito l'ultimo album di Adele ho pensato:"Beh, senz'ombra di dubbio si tratta di un'artista che sa come rinnovarsi: un'età come titolo, una serie di canzoni a tema 'piccoli problemi di cuore', un singolo promosso da un video in cui la cantante – vestita come mia nonna – si rivolge a un suo ex fidanzato con fare addolorato... ma è proprio l'Adele che conosciamo? Assurdo!"



Ok, forse la sua carriera comincia ad accusare un po' di ripetitività, ma ai fini delle logiche pop-consumistiche, fottesega della ripetitività: in pochissimo tempo, infatti, Hello ha fatto mezzo miliardo di visualizzazioni su Youtube, 25 ha venduto un numero di copie maggiore a quello delle volte in cui Vittorio Sgarbi ha pronunciato la parola "capra", Adele è ormai al centro dell'attenzione mediatica e, chi lo sa, forse lo sarà addirittura per altri tre giorni. In realtà si spera anche di meno.

Premessa: non ho nulla contro i tormentoni e apprezzo Adele come artista. Il fatto che l'ultimo singolo non mi piaccia più di tanto è un puro caso, anzi, lo definirei anche un episodio anomalo: a ragion del vero, nessuno meglio di me sa apprezzare una canzone da ascoltare mentre ci si asciuga lacrime casuali e si riversa qualsiasi frustrazione su un'ampia porzione di carboidrati.

Inoltre, superati i sedici anni, – e con essi la mia fase ribelle e antisociale basata sull'essere anticonformista senza una reale ragione – ho imparato che non casca il mondo se il mio gusto personale incontra quello delle masse, e anzi, visto che solitamente a queste cose ci lavorano dei professionisti, è molto probabile che succeda. E per fortuna ci sono arrivato, perché solitamente quelli che superata l'adolescenza non afferrano questo meccanismo sono le stesse persone che a trent'anni non si tagliano i capelli, che si vestono con i giacconi in pelle dello zio e che pensano di procacciarsi del sesso convincendo eventuali partner della loro profondità intellettuale a suon di discorsi deliranti sui testi dei Pink Floyd. Che poi vaglielo a spiegare a quelli che hanno più valore i tweet di Paris Hilton sul suo chiwawa – pace all'anima sua – rispetto alla loro analisi intimistica di Comfortably Numb.

Ma se non ho nulla contro il conformismo, e se non ho nulla contro Adele, qual è il problema? Il problema è che in tutto questo marasma isterico di meme, di video parodie e di post sulla bacheca della cantante, la gente non sembra neanche sapere chi cazzo sia questa Adele, e non credo che alla maggior parte di queste persone nemmeno importi qualcosa.


Ciò che urta il mio sistema nervoso non è il concetto di 'tendenza', non è la possibilità che un personaggio diventi un caso mediatico, non è l'iperfocalizzazione delle masse né la ridondanza del messaggio sul web; ciò che davvero mi fa scendere i coglioni fino a terra e giù per le scale è la vacuità di un fenomeno che si basa sul nulla, su una goliardia che sfrutta espressamente un tormentone per fagocitare il peggio di sé, per esprimere con orgoglio la mediocrità propria di gente a cui pesa il culo pure cercare su Google il nome della cantante su cui stanno per scrivere un post random in bacheca.

Appurato il successo del singolo, il fenomeno che osserviamo ora è quello di uno spropositato numero di persone che decidono di sfruttare questa moda per pura imitazione, per accaparrarsi un briciolo di visibilità; il fatto è che in Italia non è la canzone Hello ad essere diventata una mania, ma piuttosto il dire cose a caso su Hello, in una delirante atmosfera da ultima fila dei banchi in terza media.

Gente che un domani lavorerà alle sceneggiature dei cinepanettoni.
Per carità, non è che lo studio della biografia delle cantanti pop debba essere obbligatorio nelle scuole, ma davvero, non ce la faccio, quando leggo il post di qualcuno che scrive:"Adele dovrebbe scopare di più" senza nemmeno sapere che è fidanzata e che ha avuto da poco una bambina mi girano i coglioni talmente forte che maledico l'internet. Certo, poi mi ricordo che è lo stesso posto che mi permette di accedere a migliaia di milioni di foto di carlini e a tutti i videoclip di Britney Spears, e allora un po' mi passa, ok... ma che ansia!

Per tirare le somme, qual è il punto di questo lunghissimo articolo? Che non mi piacciono le persone, che con Adele avete rotto il cazzo, che la gente ha un disperato bisogno di attenzione non giustificato dalla necessità di lanciare un messaggio reale, che non mi piace la mia home di Facebook e nemmeno la mia tweetline, ma che in fondo non ci posso fare nulla, se non andare avanti quando becco qualcosa di stupido e focalizzare tutta la mia attenzione solo sui contenuti che mi piacciono davvero.


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