lunedì 28 dicembre 2015

Un antisociale che ama i social network


Che palle, un altro post sui social network che ci isolano e ci allontanano e oh mio dio internet è cattivo, si stava meglio quando si stava peggio, prima si giocava con la terra e si moriva di malaria, oh ma che bei tempi, oh quanto ci mancano, bla bla bla? No.

Care personcine tendenzialmente inclini all'assecondare facili slogan perché caratterizzati da una semplice parvenza di logicità e coerenza, cari utenti di Facebook preoccupati da tutto il male che i social network stanno facendo alle nuove generazioni, ma che su Facebook ci passano tutta la giornata, se non siete troppo impegnati a condividere l'ultima bufala del giomale.it, sentitemi bene: l'internet e i social network sono la figata più figata degli ultimi due millenni, lo so io, lo sapete voi, lo sappiamo tutti.


State leggendo un articolo scritto da una persona del tutto antisociale ma per niente asociale; sì, c'è una differenza tra i due termini. Per farla breve non odio stare assieme agli altri, ho molti amici a cui voglio bene e con cui passo un sacco di tempo, non sono un introverso, anzi, adoro stare assieme agli altri, ma "gli altri" li devo selezionare io. Semplicemente odio il mio macrogruppo sociale, odio le istituzioni sociali che mi circondano, odio le norme sociali, ne odio le organizzazioni, le espressioni, e di conseguenza odio tutte le persone che in questi schemi ci si ritrovano alla perfezione, e molto spesso vengo a pari merito odiato da queste persone, che a loro volta odiano chi questi schemi non li rispetta. Diciamo che, semplificando, mi sta sul cazzo il 90% dell'umanità, ma amo e vengo amato dal restante 10%. Invitatemi alle feste, non ve ne pentirete!


Molto spesso mi ritrovo a chiedermi che fine avrei fatto se non fossi vissuto nel 2000, l'era in cui con una connessione WIFI puoi isolarti da tutte le persone che ti stanno sul cazzo e raggiungere tutte quelle che invece adori; cosa sarebbe accaduto a un outsider come me, totalmente incapace di inserirsi appieno nella società, se non avessi avuto una via di fuga, se fossi stato costretto ad accontentarmi del mio ambiente circostante, privato della possibilità di connettermi e trovare anime simili alla mia con cui fare tutte quelle cose che fanno di solito gli antisociali (ovvero messe nere, gay pride e tavole rotonde sul femminismo). L'unica risposta che mi viene in mente è che mi sarei comunque isolato: nei libri, nei fumetti, nei film, ma in estrema solitudine. E sapete cosa, allora forse sono più apprezzabili le conversazioni su Twitter o i commenti sotto ai video di Youtube.


Sì, il messaggio che sto lanciando è quanto di più impopolare ci possa essere: isolarsi e dipendere dai social network è una figata pazzesca. Perché spesso le persone tendono a confondere causa ed effetto, tendono a pensare che se qualcuno è antisociale sia colpa di Facebook, e non che magari quel qualcuno su Facebook ci passi troppo tempo perché è antisociale. Care personcine che ho citato all'inizio, il fatto è che dovreste accettare che la vita sociale si basa su degli schemi, schemi molto generali, popolari, di facile gradimento, ma non del tutto inclusivi: non a tutti tutti tutti questi schemi possono andar bene, e non tutti tutti tutti possono avere una personalità così duttile e capace di adattarsi ai modelli proposti. Gli outsider esistono, e voi non ci potete fare proprio nulla; lasciate che queste persone si conoscano sui social grazie a un hashtag, gli fa bene.


Oh, volendo la soluzione alternativa ci sarebbe, basterebbe magari sforzarsi un po' di più per farselo piacere il proprio gruppo sociale; ma se questo significa dover fingere interesse per la rottura di Stefano de Martino e Belen Rodriguez, o lamentarsi del fatto che tutti parlano della rottura di Stefano de Martino e Belen Rodriguez, mi spiace, continuerò a mettere cuori ai fotomontaggi di Neyde Spears su Twitter e a caricare video su Youtube in cui parlo di brutte serie anni '90.


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1 commento:

  1. È esattamente quello che pensavo ma che non ho mai elaborato! 👏👏👏

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